Menopausa, metabolismo e peso: perché il corpo cambia strategia
Durante la perimenopausa e la menopausa molte donne notano un aumento di peso, soprattutto nella zona addominale, nonostante mangino meno e si impegnino di più. In questo articolo approfondiamo cosa succede al metabolismo in questa fase della vita e perché il corpo può cambiare strategia energetica, rendendo inefficaci approcci che in passato funzionavano.
SALUTE E BENESSERE
Giovanna Gallina
2/11/20263 min read
Queste sensazioni sono molto comuni in perimenopausa e menopausa. Spesso vengono interpretate come un segnale di scarso impegno o di perdita di controllo. In realtà raccontano un cambiamento fisiologico profondo, che riguarda il modo in cui il corpo gestisce l’energia.
In questa fase della vita il metabolismo non è “rotto”. Sta semplicemente rispondendo a condizioni diverse.
Il metabolismo non rallenta, si adatta
Il metabolismo non è un numero fisso né un motore che improvvisamente smette di funzionare. È un sistema dinamico che si adatta continuamente ai segnali ormonali, allo stato energetico e alle condizioni di sicurezza percepite dall’organismo.
Durante la transizione menopausale cambiano alcuni di questi segnali fondamentali. La riduzione degli estrogeni e le loro fluttuazioni influenzano il modo in cui il corpo utilizza glucosio e grassi, la distribuzione del tessuto adiposo e la capacità di mantenere la massa muscolare.
In questo contesto il corpo può diventare più prudente nella gestione dell’energia, riducendo la spesa e favorendo l’accumulo, soprattutto a livello addominale. Non per sabotaggio, ma per adattamento.
Insulina e utilizzo dell’energia
Uno degli elementi centrali di questo cambiamento è la sensibilità insulinica. In menopausa, molte donne sperimentano una riduzione della capacità dei tessuti di rispondere all’insulina, anche in assenza di diabete o di valori patologici evidenti.
Questo significa che il corpo fatica di più a utilizzare il glucosio in modo efficiente e tende a indirizzare una quota maggiore dell’energia verso lo stoccaggio. La zona addominale diventa un’area privilegiata perché metabolicamente attiva e funzionale alla protezione degli organi interni.
Questo processo può essere ulteriormente accentuato da restrizioni alimentari prolungate o da tentativi ripetuti di “mangiare sempre meno”, che il corpo interpreta come segnali di scarsità.
Composizione corporea: il ruolo della massa muscolare
Un altro aspetto spesso sottovalutato è il cambiamento della composizione corporea. Con l’avanzare dell’età e con la riduzione degli estrogeni, mantenere la massa muscolare diventa più difficile.
La massa muscolare non è solo una questione estetica. È uno dei principali determinanti del dispendio energetico e della sensibilità insulinica. Quando diminuisce, il metabolismo diventa meno flessibile e più orientato al risparmio.
Molte donne mantengono lo stesso peso per anni e poi, in menopausa, notano che il corpo “si trasforma”: meno tono, più grasso, soprattutto centrale. Questo non sempre si riflette immediatamente sulla bilancia, ma è un cambiamento reale e fisiologico.
Perché il grasso addominale aumenta
L’aumento del grasso addominale in menopausa è uno dei fenomeni più frustranti e meno compresi. Non è semplicemente il risultato di “mangiare troppo”, ma una risposta multifattoriale che coinvolge ormoni, metabolismo e segnali di sicurezza.
Il grasso viscerale ha una funzione protettiva e regolatoria. In una fase di cambiamento ormonale, il corpo tende a privilegiare forme di accumulo che garantiscano una riserva energetica pronta e una maggiore stabilità metabolica.
Questo spiega perché approcci basati esclusivamente sulla riduzione calorica o sull’aumento indiscriminato dell’attività fisica spesso falliscono, o portano a risultati temporanei seguiti da recuperi rapidi.
Quando “fare di più” non funziona
Di fronte a questi cambiamenti, la risposta più comune è aumentare lo sforzo: diete più restrittive, più controllo, più allenamento. Tuttavia, in un metabolismo già adattato alla prudenza, queste strategie possono rinforzare il messaggio di scarsità.
Il corpo risponde riducendo ulteriormente il dispendio, aumentando la fame o rendendo più difficile la perdita di grasso. Questo circolo porta spesso a frustrazione, senso di fallimento e conflitto con il proprio corpo.
Non perché manchi la volontà, ma perché il contesto fisiologico è cambiato.
Senso di colpa
Comprendere il cambiamento metabolico in menopausa permette di uscire da una narrazione colpevolizzante e di riconoscere che il corpo sta cercando un nuovo equilibrio.
Questo articolo non serve a fornire soluzioni pratiche né strategie immediate. Serve a creare consapevolezza. A capire perché il corpo risponde in modo diverso e perché continuare a trattarlo come prima può non funzionare più.
Comprendere ciò che accade può aprire anche a una lettura più ampia della menopausa, non solo come fase di cambiamento del corpo, ma come momento in cui ripensare il modo di stare in relazione con se stesse.
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Fonti
-Mauvais-Jarvis F, Clegg DJ, Hevener AL. Estrogen and androgen receptors: regulators of fuel homeostasis and emerging targets for diabetes and obesity. Physiological Reviews. 2013.
-Mishra GD, Kuh D. Menopausal transition and risk of metabolic syndrome. Menopause. 202
-Karvonen-Gutierrez CA, Kim C. Association of midlife changes in body size, body composition and obesity status with the menopausal transition. Menopause. 2020.
-Lizcano F, Guzmán G. Estrogen deficiency and the origin of obesity during menopause. BioMed Research International. 2014.
-Lovejoy JC, Champagne CM, de Jonge L, et al. Increased visceral fat and decreased energy expenditure during the menopausal transition. International Journal of Obesity. 2008.
-Mosconi L, Rahman A, Diaz I, et al. Menopause impacts human brain structure, connectivity, and energy metabolism. Scientific Reports. 2021.
“Non mangio più come prima, eppure ingrasso.”
“La pancia aumenta anche se sto attenta.”
“Mi sembra che il mio metabolismo si sia bloccato.”
Giovanna Gallina
Biologo Nutrizionista


