woman in black long sleeve shirt covering her face

Menopausa: perché fare di più non funziona

Durante la perimenopausa e la menopausa può emergere la tendenza a rispondere ai cambiamenti del corpo aumentando controllo e sforzo. In questa fase, però, strategie che in passato erano efficaci possono risultare controproducenti, perché non tengono conto di un equilibrio fisiologico che sta cambiando.

SALUTE E BENESSERE

Giovanna Gallina

2/18/20262 min read

“Se mi impegnassi di più, ce la farei.”

“Devo solo essere più costante.”

“Non è il momento di mollare.”

Questi pensieri emergono spesso quando il corpo cambia e non risponde più come prima. Sono pensieri comprensibili, perché per anni hanno rappresentato una strategia efficace: organizzarsi, stringere, controllare. In molte fasi della vita questo approccio funziona. In questa fase, però, può smettere di sostenere.

Non perché manchi la volontà, ma perché qualcosa è cambiato.

Quando la disciplina smette di sostenere

La disciplina, per molte persone, è una risorsa. Soprattutto per chi ha costruito la propria identità sull’efficienza. Permette di reggere carichi elevati, di tenere insieme lavoro, famiglia, responsabilità. In menopausa, però, la stessa disciplina può trasformarsi in una fonte di ulteriore tensione.

Il corpo, già impegnato in una riorganizzazione profonda, può iniziare a reagire male a richieste continue di adattamento. Ritmi serrati, aspettative alte e controllo costante vengono vissuti come una pressione aggiuntiva, non come sostegno.

Questo non significa che la disciplina sia “sbagliata”, ma che va ripensata.

Controllo e carico 

Uno degli aspetti meno evidenti della menopausa è l’effetto del carico. Non si tratta di un singolo evento stressante, ma della somma di richieste che si accumulano nel tempo: decisioni, responsabilità, auto-controllo, adattamento continuo.

Quando questo carico supera una certa soglia, il sistema nervoso può iniziare a rispondere con segnali di rallentamento: stanchezza persistente, rigidità, difficoltà a recuperare. In questo contesto, aumentare ulteriormente il controllo non alleggerisce il sistema, ma lo irrigidisce.

È qui che molte donne si sentono bloccate: fanno di più, ma ottengono meno.

Non avere mai abbastanza tempo

La sensazione di “non avere mai tempo” non è solo organizzativa. È anche fisiologica. Quando il corpo non percepisce pause sufficienti, rimane in uno stato di adattamento continuo, che nel tempo diventa faticoso da sostenere.

In questo scenario, chiedersi di essere ancora più performanti rischia di diventare un ulteriore pressione.

Perché stringere non porta stabilità

Molte strategie di controllo nascono dal desiderio di stabilità. Mangiare meno, organizzarsi di più, eliminare il superfluo sembrano soluzioni logiche. Tuttavia, in una fase in cui il corpo è già orientato alla protezione, queste strategie possono rafforzare la percezione di scarsità.

Il risultato non è maggiore equilibrio, ma spesso una sensazione di sforzo costante, accompagnata da frustrazione e senso di fallimento. Non perché le scelte siano sbagliate in sé, ma perché non sono sintonizzate con ciò che il corpo può sostenere in questo momento.

Cambiare prospettiva senza rinunciare a sé

Dire che “fare di più non funziona” non significa invitare alla rinuncia o alla passività. Significa riconoscere che il corpo, in menopausa, chiede una forma diversa di presenza.

Una presenza meno basata sulla spinta e più sull’ascolto dei segnali. Meno orientata al risultato immediato e più attenta alla sostenibilità. Questo cambio di prospettiva non è semplice, soprattutto per chi ha costruito gran parte della propria identità sull’efficienza. E noi donne siamo maestre in questo!

Eppure, è spesso il passaggio necessario per uscire dalla lotta quotidiana.

Preparare il terreno al cambiamento

In menopausa ciò che crea difficoltà non è la mancanza di impegno, ma il continuare a usare strumenti pensati per un corpo che sta funzionando in modo diverso. Riconoscere questo passaggio permette di allentare la pressione e di iniziare a osservare la quotidianità non come qualcosa da stringere, ma come qualcosa da rendere sostenibile. 

Questo cambiamento di sguardo può aprire anche a una lettura più ampia della menopausa, non solo come fase da gestire, ma come passaggio in cui ripensare il modo di stare in relazione con sé.

Nella pagina Menopausa e dintorni trovi altri contenuti pensati per orientarti.

Fonti

-McEwen BS. Protective and damaging effects of stress mediators. New England Journal of Medicine. 1998.

-McEwen BS, Akil H. Revisiting the stress concept: implications for affective disorders. Neuropsychopharmacology. 2020.

-Hockey GRJ. Compensatory control in the regulation of human performance under stress. Biological Psychology. 1997.

-Shields GS, Slavich GM. Lifetime stress exposure and health: a review of contemporary assessment methods. Stress. 2017.

-Santoro N, Epperson CN. Menopausal symptoms and their management. Endocrinology and Metabolism Clinics of North America. 2015.