Sistema nervoso, stress e menopausa: quando il corpo è sempre in allerta
Durante la perimenopausa e la menopausa possono emergere stati di maggiore attivazione, difficoltà di recupero e una sensazione di tensione diffusa, anche in assenza di stress evidenti. Questi segnali sono legati a cambiamenti nei meccanismi di regolazione del sistema nervoso e possono influenzare sonno, fame, digestione ed equilibrio metabolico.
SALUTE E BENESSERE
Giovanna Gallina
2/4/20263 min read
“Dormo, ma mi sveglio già stanca.”
“Mi sento sempre tesa, come se dovessi reagire a qualcosa.”
“È come se non riuscissi mai davvero a rilassarmi.”
Queste frasi descrivono un’esperienza molto comune in perimenopausa e menopausa. Non indicano necessariamente un problema psicologico né una difficoltà emotiva specifica. Raccontano piuttosto un cambiamento nel modo in cui il corpo gestisce l’attivazione e il recupero.
In questa fase della vita il sistema nervoso può diventare più reattivo e meno capace di tornare spontaneamente a uno stato di calma. Comprendere perché accade è il primo passo per smettere di interpretare questi segnali come un fallimento personale.
Il sistema nervoso come regolatore dell’equilibrio
Il sistema nervoso autonomo coordina funzioni fondamentali per l’equilibrio quotidiano: il sonno, la digestione, la risposta allo stress, la distribuzione dell’energia, con effetti che possono riflettersi sul metabolismo e sulla composizione corporea. In condizioni di equilibrio, il corpo è in grado di alternare in modo flessibile fasi di attivazione e fasi di recupero.
Durante la perimenopausa e la menopausa questa flessibilità può ridursi. Il sistema tende a rimanere più facilmente in uno stato di attivazione, anche quando non ce n’è un reale bisogno. Non si tratta di una disfunzione, ma di una fase di riadattamento a nuovi segnali interni.
Questo spiega perché molte donne iniziano a percepire il corpo come “sempre acceso”, anche nei momenti in cui vorrebbero riposare.
Il ruolo del progesterone nella regolazione neurofisiologica
Uno degli elementi chiave di questa fase è la riduzione progressiva del progesterone, che spesso inizia già in perimenopausa. Il progesterone non ha solo una funzione riproduttiva, ma svolge un ruolo importante nella modulazione del sistema nervoso centrale.
Contribuisce alla qualità del sonno, favorisce il rilassamento e aiuta a contenere la risposta allo stress. Quando i suoi livelli diminuiscono, il sistema nervoso può perdere una parte della sua capacità di autoregolazione.
Questo non significa che il corpo “non funzioni più”, ma che utilizza modalità diverse per mantenere l’equilibrio. In molte donne questa fase si manifesta con maggiore sensibilità agli stimoli, sonno più leggero e una sensazione diffusa di tensione fisica e mentale.
Stress e capacità di recupero
Lo stress non dipende solo dagli eventi esterni. Dal punto di vista fisiologico è qualsiasi stimolo che richiede adattamento. In menopausa il corpo può avere meno margine per compensare e recuperare.
Il sonno diventa spesso più frammentato, il recupero meno efficace e la soglia di tolleranza agli stimoli si abbassa. Di conseguenza, situazioni che in passato erano ben gestite possono diventare faticose.
Questo tipo di stress non si manifesta sempre come agitazione evidente. Più spesso si traduce in stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, tensione muscolare o una sensazione di allerta costante.
Quando il corpo resta in allerta
Se il sistema nervoso rimane attivato a lungo, l’organismo entra in una modalità di protezione. In questa condizione alcune funzioni vengono temporaneamente ridimensionate e altre diventano prioritarie.
La digestione può rallentare, il sonno perdere la sua funzione ristoratrice, la fame diventare più irregolare. Non perché il corpo stia sbagliando, ma perché sta cercando di adattarsi a una richiesta percepita come continua.
Questa risposta è utile nel breve periodo. Diventa problematica quando lo stato di allerta si prolunga e il sistema fatica a tornare a una condizione di sicurezza.
Fame nervosa come segnale
In questo contesto anche il rapporto con il cibo può cambiare. La cosiddetta fame nervosa non è semplicemente mancanza di controllo, ma spesso il tentativo del sistema nervoso di abbassare rapidamente il livello di attivazione.
Il cibo può offrire una regolazione temporanea, una pausa, una sensazione di contenimento. Quando il sistema è sotto pressione questo meccanismo tende a presentarsi con maggiore frequenza.
Osservarlo come un segnale, e non come un difetto, permette di uscire da una lettura colpevolizzante e di comprendere meglio cosa sta chiedendo il corpo.
Regolare prima di intervenire
In perimenopausa e menopausa il cambiamento non passa dal fare di più, ma dal regolare meglio. Non si tratta di eliminare i sintomi a tutti i costi né di forzare il corpo a tornare a modelli precedenti.
Creare condizioni di maggiore sicurezza interna, ridurre gli stimoli inutilmente attivanti e rispettare ritmi più compatibili con questa fase permette al sistema nervoso di ritrovare gradualmente una maggiore flessibilità.
Comprendere cosa sta accadendo nel corpo è il primo passo per uscire dalla lotta e preparare un approccio più sostenibile.
Questo cambiamento può essere letto non solo come una difficoltà, ma anche come un segnale di riorientamento, che apre a un modo diverso di abitare questa fase della vita.
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Fonti
-McEwen BS, Akil H. Revisiting the stress concept: implications for affective disorders. Neuropsychopharmacology. 2020.
-Mosconi L et al. Menopause impacts human brain structure, connectivity, and energy metabolism. Scientific Reports. 2021.
-Thurston RC et al. Menopause and cardiovascular disease risk: role of stress and autonomic function. Circulation Research. 2021.
-Maki PM, Kornstein SG et al. Guidelines for the evaluation and treatment of perimenopausal depression. Menopause. Update 2023.
Giovanna Gallina
Biologo Nutrizionista


